Attualità da questa area

Attualità da questa area

L'illusoria credenza in una crescita illimitata

Si dice che un’economia sana debba crescere e che la crescita sia necessaria al suo buon funzionamento. Questo principio è sostenuto dalla maggioranza dei modelli economici in vigore. Eppure, non tiene conto della realtà : l’economia si sviluppa in un mondo che non è infinito ; un mondo limitato.

 … >>

Monsanto Tribunal

La storia di Monsanto costituisce quindi un paradigma dell’impunità che riguarda tanto le imprese transnazionali quanto i loro dirigenti, che al peggioramento del cambiamento climatico e allo sbilanciamento della biosfera minacciando così la sicurezza del pianeta.  … >>

REFERENDUM contro la modi ca della legge concernente la procreazione con assistenza medica (LPAM)

Costituzione consente ora analisi genetiche degli embrioni prima del loro impianto nell’utero (diagnosi preimpianto o DPI). Si parla del prossimo passo: la LPAM modificata autorizza le analisi in vitro a determinate condizioni. Questa LPAM è tuttavia di portata troppo ampia. … >>

Quando il pane manca… Cosa si fa?

In Italia 450.000 bambini fanno un solo pasto al giorno

Von: da Germogli, Sergio Giannetta
Tutti sappiamo che nel mondo ci sono uomini, donne e bambini che muoiono di fame o per cause a essa correlate, i dati resi pubblici dai Progetti, Programmi e Istituzioni delle Nazioni Unite parlano di circa 24.000 ogni giorno. Tre quarti di queste morti interessano bambini al di sotto dei cinque anni d’età. Si calcola, poi, che le persone che soffrono per fame e malnutrizione siano cento volte di più: circa 800 milioni.
Queste informazioni sono di pubblico dominio perché tutti le hanno lette e le continuano a leggere sui giornali, sulle riviste, ne sentono parlare in televisione e in radio. E se ne preoccupano anche…
Ma cosa si fa concretamente per combattere questi “squilibri regionali”, questi “squilibri sociali”, queste sofferenze dimenticate, allontanate, cancellate?
È vero che, quando queste informazioni arrivano a toccare le nostre sfere personali, riescono persino a scalfire le nostre super corazze di cittadini immersi in una società ricca e opulenta, organizzata e impostata culturalmente sul consumo a tutti i costi e sull’usa e getta. Questo, però, accade solo per breve tempo. Il tran tran quotidiano casa-lavoro-famiglia riassorbe tutti i pensieri e le energie.
Si dovrebbe riuscire a fare di più, a fare in modo che, per non perdere di vista il terribile “problema”, questa azione di mantenimento dell’attenzione e della coscienza diventi quasi quotidiana. Queste considerazioni prendono spunto ovviamente da un’occasione, capitatami qualche giorno fa, che ha lacerato anche la mia spessa e cinica corazza e che mi ha fatto pensare al fatto che le povertà ormai non sono poi così lontane. Anzi, sono sempre più vicine se si vuole vederle. Al Teatro Leonardo di Milano un folto pubblico ha partecipato alla seconda delle tre serate di riflessione sul tema “Non di solo pane. Nutrire il pianeta coltivando le idee” organizzate dalla Comunità Pastorale San Giovanni il Precursore del quartiere Città Studi in vista di Expo 2015. Tre gli interventi che hanno riguardato il “pane” e in generale l’alimentazione ai tempi della globalizzazione: il giornalista del Corriere della Sera Gian Antonio Stella ha parlato del “pane dei furbi”, il docente di Sociologia dello sviluppo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Giancarlo Rovati del “pane dei poveri” e Andrea Giussani, presidente del Banco Alimentare, del “pane che si butta”. Ho trovato tragicamente molto significative alcune considerazioni espresse dai relatori, ma quello che più mi ha colpito sono i dati Istat citati:
– 6 milioni di persone in Italia si trovano in una condizione di povertà assoluta, 1 su dieci.
– Se si aggiungono le persone che vivono in condizioni di povertà relativa, si arriva a circa 10 milioni.
– La povertà assoluta è aumentata soprattutto al Sud. Nel Mezzogiorno si è passati da 2,3 milioni nel 2013 a più di 3 milioni lo scorso anno.
– Quasi 450.000 bambini fanno il loro unico pasto a scuola Quest’ultimo spaventoso dato mi ha spinto a pormi diverse domande:
– Come ci comportiamo noi genitori, Waldorf o non Waldorf in questo caso non ha importanza, di fronte alle povertà economiche e culturali in cui ci troviamo immersi e che per buona parte sono provocate dalla nostra stessa realtà sociale ormai basata generalmente sul “consumo quindi sono” e dedita in modo più o meno mascherato al solo profitto lecito o meno che sia?
– In particolare, come ci comportiamo di fronte ai problemi dettati dalle sfide che la globalizzazione sta imponendo all’alimentazione umana? Noi e i nostri figli mangiamo bio o biodinamico?
– Cerchiamo in qualche modo di aiutare chi non ha le nostre stesse possibilità?
– Cosa diciamo ai nostri figli riguardo a questi argomenti? Chiaramente se non sono ancora entrati in quella fase che si manifesta intorno ai 12 anni vale soltanto il preservarli il più possibile…
– Come glieli trasferiamo?
– Come portiamo ai nostri figli la realtà di un mondo in cui le differenze che arrivano a essere dolorose, ingiuste e a volte criminali si presentano con numeri così agghiaccianti? Ho apprezzato molto la presentazione dell’attività del Banco Alimentare. Mi è parsa una vera esperienza pratica, fatta di amore, volontariato e intelligenza. Nel 2013 la Rete Banco Alimentare ha recuperato e ridistribuito alimenti per 62.826 tonnellate e 790.912 piatti pronti. A questi si aggiungono gli alimenti raccolti durante la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare e le iniziative di Raccolta Una tantum per 928 tonnellate di alimenti. Dalla pagina “Chi siamo” del sito del Banco Alimentare
“La Fondazione Banco Alimentare Onlus non ha scopo di lucro e si propone l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale nei settori dell’assistenza sociale e della beneficenza, nel solco della tradizione cristiana, della dottrina sociale della Chiesa e del suo Magistero, secondo il principio di sussidiarietà e secondo la concezione educativa del “Condividere i bisogni per condividere il senso della vita”.
Per raggiungere i suoi obiettivi, provvede in particolare: alla raccolta delle eccedenze di produzione agricole, dell’industria alimentare, della Grande Distribuzione e della Ristorazione organizzata; alla raccolta di generi alimentari presso i centri della Grande Distribuzione nel corso della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare; alla ridistribuzione ad enti che si occupano di assistenza e di aiuto ai poveri, agli emarginati e, in generale, a tutte le persone in stato di bisogno”.
(Art.2 dello Statuto della Fondazione Banco Alimentare Onlus) **** http://www.germogli.org http://www.bancoalimentare.it www.corriere.it www.docenti.unicatt.it

Torna indietro