Attualità da questa area

Attualità da questa area

Nel centenario della fondazione della Società Antroposofica Universale, il convegno della società svizzera mette al centro il tema micheliano: dove viviamo oggi la comunità? Come possiamo costruire una comunità animandola nel senso dello spirito di Michele?

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L'invito arriva con un anno di anticipo: per le giornate dedicate a San Michele, dal 27 settembre al 1 ottobre 2023, la direzione del Goetheanum invita coloro che danno forma alla vita antroposofica a una grande conferenza di lavoro per trovare insieme nuove prospettive.

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Cercando di percepire attraverso la meditazione l'essenza della stagione natalizia, si arriva a risultati stupefacenti: si nota come il mondo spirituale si concentri potentemente. Come raggiando da lontano verso l'interno dell'esistenza terrestre, il cosmo riduce ogni sua manifestazione alla forma essenziale, appoggiandosi perciò a quanto in esso vi è di vitale. Ciò vale sempre per un solo emisfero della terra. Nel corso dell'anno la realtà soprannaturale non è mai così presente e relativamente facile da percepire come durante l'iniziazione del Natale, tra la fine di novembre il 6 gennaio.

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Da molti anni la casa di cure Casa Andrea Cristoforo organizza un ricco e variato programma culturale per le dodici notti sante. Il collegio culturale della Casa ha di nuovo convinto numerosi conferenzieri e artisti a offrire il loro contributo relativamente al tema di quest’anno: Corrispondenze tra microcosmo e macrocosmo. L’uomo, un geroglifico dell’universo.

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Possiamo mostrare che esiste un grande lavoro, scientificamente solido, nei campi dell’antroposofia applicata e che un numero congruo di studi ha già portato a risultati importanti. Ne abbiamo perciò selezionato dodici per i settori agricoltura, medicina ed educazione, aggiungendo a mo’ di prefazione un’introduzione fondata sui rispettivi principi dell’antroposofia

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Alla morte di Gorbachev, il 30 agosto 2022, il settimanale tedesco Die Zeit lo ha definito un “fenomeno eccezionale nella storia”. Mentre la politica di Gorbachev è tornata a beneficio dell’Occidente, essa non ha lasciato una traccia duratura nel suo paese e, alla fine della sua vita, l’ex dirigente dovette constatare il riaprirsi del profondo fossato tra Oriente e Occidente.

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Il numero di settembre di “Anthroposophie – Schweiz” unisce due redazioni (tedesca e francese), per ritornare sugli avvenimenti dell’estate e su quel che seguirà. I vari contributi sono orientati sul sollevare domande, non sul dare risposte.

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Un nuova identità europea

Riflessioni per la costruzione della casa europea

“Siamo tutti sulla stessa barca, la Terra, e non dovremmo permettere ch’essa venga distrutta: non ci sarà una seconda arca di Noé” – così Michail Gorbachev nel suo libro Perestroïka (“nuovo ordine”), scritto nel 1985, dopo essere entrato in carica come segretario generale del partito comunista.
Il sottotitolo del libro prometteva altrettanto: la seconda rivoluzione russa. Una nuova politica per l’Europa e il mondo. Per la generazione che ha visto delle azioni seguire alle parole di Gorbachev, siamo vicini al miracolo: la guerra fredda, che aveva terrorizzato l’Europa per anni con la sua corsa agli armamenti, era finita. Si sgombrava all’improvviso la via per un’eventuale riunificazione della Germania e la riorganizzazione dell’Europa. Il vecchio stato sovietico era sprofondato e, ad un tratto, si poteva viaggiare in Russia senza problemi, e viceversa s’incontravano turisti russi entusiasti in ogni paese europeo.
Il settimanale tedesco Die Zeit, in occasione della sua morte, il 30 agosto 2022, ha definito Gorbachev un “fenomeno eccezionale nella storia”. Eppure, se in Occidente la politica di Gorbachev riscuote consensi, essa non ha lasciato un’eredità forte nel suo paese. Egli stesso dovette constatare che, alla fine della sua vita, il profonda fossato tra Oriente e Occidente si riapriva di nuovo. Come aveva potuto riavvicinare questi mondi, durante il suo mandato? Qual era la sua prospettiva?


La prospettiva di Gorbachev
 

Con il suo libro Perestrojka, Gorbachev si rivolgeva direttamente ai cittadini del suo paese, ma anche “ai cittadini del mondo intero” con queste parole: “Ho scritto questo libro perché credo nel vostro buon senso”. Costruire un ponte tra l’Oriente e l’Occidente, una casa europea dove regnino autodeterminazione e pace, questo era il suo proposito! Le porte ch’egli aprì erano, anzi, molto larghe – fu tutto così inatteso e sorprendente che i politici in Germania e negli Stati Uniti non potevano crederci all’inizio. Ci si domandava se veramente avrebbe concesso alla Germania appena riunita se decidere di unirsi al blocco atlantico o se avessero preferito rimanere uno stato neutrale come l’Austria o la Finlandia – ipotesi ch’egli preferiva ma che mai esigette. Helmut Kohl e il suo ministro degli Affari esteri, Genscher, così come Bush e il suo consigliere dell’epoca, Condolezza Rice, credettero di aver sentito male durante le negoziazioni a Mosca e negli Stati Uniti; Gorbachev dovette ripeterlo tre volte: solo allora tutti credettero a quel che aveva detto, cioè che stava accordando la piena autonomia strategica alla Germania e all’Europa dell’Est, senza condizioni!


Il nuovo pensiero
 

Egli desiderava davvero mettere fine alla guerra fredda ed evitare la creazione di nuovi fronti. Era in effetti alla ricerca di una nuova maniera di pensare, di un socialismo democratico che non abbisognasse dello spettro di un nemico, anzi di un nuovo ordine sociale che permettesse ai popoli del mondo, soprattutto ai paesi europei, di vivere insieme pacificamente. “ Gli Stati e i popoli del mondo sono molto diversi, ed è bene che sia così: crea uno stimolo per la concorrenza. Comprendere l’unità dialettica dei contrari è un processo iscritto nel concetto di coesistenza pacifica”.


Mai più la guerra

Di fronte alla corsa agli armamenti e al pericolo della guerra, egli vide un’unica uscita: “rendere le relazioni internazionali più umane”.

Ecco il suo appello: “Se i dirigenti politici riconosceranno questo punto di vista e lo metteranno in pratica, sarà una grande vittoria della ragione. […] Ormai sulla soglia del XXI secolo, noi desideriamo che la libertà prevalga ovunque nel mondo. […] Noi ci siamo posti su questa via ed esortiamo tutti gli altri paesi e nazioni a fare lo stesso”. Malgrado l’opposizione e le umiliazioni sofferte in seguito nel suo paese, non rinnegò mai questo messaggio. Nel 2017 lanciò di nuovo un appello al mondo: “Tornate in voi – mai più una guerra!”. In settembre 2020 viene pubblicato il suo best-seller, La posta in gioco. Manifesto per la pace e la libertà. Nel 2013 viene pubblicata la sua biografia, Ogni cosa a suo tempo : storia della mia vita, e nel 2000 e 2015 due libri dedicati alla Russia, attraverso i quali sperava ancora di convincere il suo popolo della dirittura del suo pensiero.

Nel suo corto saggio, La Cristianità, ovvero l’Europa, Novalis scrive : « Solamente la pazienza; verrà, è ben necessario che venga il tempo sacro della pace eterna ». In Gorbachev possiamo trovare l’entusiasmo per un tale ideale, mais anche la pazienza e la coscienza que un tale obiettivo non può essere raggiunto a meno che esso non sia vissuto da numerose persone, le quali lo realizzino attivamente. Pensando alla guerra in Ucraina, un ideale simile sembra ingenuo e candido. Eppure gli insopportabili effetti secondari dei conflitti armati mostrano chiaramente che abbiamo bisogno di eccezioni della storia come Gorbachev, persone che, basandosi sulla loro libertà interiore, sono capaci di abbandonare la larga via dei giochi di potere e delle vendette.

Con la speranza che le idee di Michail Gorbachev per la costruzione di una Casa europea restino efficaci,
I migliori saluti per l’équipe ELIANT da parte di

Michaela Glockler

 

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